Bper, Ferrara non è territorio di serie B

ALAN FABBRI (LN): “BPER, FERRARA NON E’ TERRITORIO DI SERIE B. INCONTRO CON IN VERTICI PER UN CONFRONTO SULLE STRATEGIE”

“Punta ad un utile da 450 milioni, ma chiude ben 11 filiali nel ferrarese. La politica di Bper, in un pur comprensibile piano di riduzione dei costi, non è quella giusta per far crescere Ferrara. Chiederemo ai vertici un confronto sulle future strategie che l’istituto ha in mente per la città. I risparmiatori hanno già pagato abbastanza per il crac Carife e da chi ha acquistato un istituto storico al prezzo simbolico di un euro, ci aspetteremmo maggiore rispetto. Ferrara non è territorio di serie B e non deve essere trattato come una colonia”.

Alan Fabbri, candidato a Sindaco di Ferrara per il centrodestra, annuncia la volontà di un confronto con i vertici della banca, dopo la presentazione del piano industriale per il 2019- 2021, avvenuto due giorni fa a Milano.

“I vertici Bper hanno sostenuto di volersi porre come punto di riferimento per le famiglie e le imprese dei territori in cui la banca opera e si sono posti come obiettivo un utile netto di 450 milioni di euro e per fare questo, oltre a strategie di rilancio, hanno previsto tagli e riduzioni del personale”, spiega Fabbri. “Non vogliamo entrare nel merito del piano industriale della banca ma, come ferraresi non possiamo accettare supinamente le scelte relative al nostro territorio, che risultano penalizzanti soprattutto in vista di un rilancio del tessuto economico e produttivo della città che abbiamo intenzione di mettere in atto, se saremo scelti dai cittadini”.

L’annunciata chiusura di 11 sportelli nel ferrarese “va a colpire inevitabilmente i risparmiatori e quei cittadini che hanno maggiori esigenze di prossimità con l’istituto di credito e non riteniamo che questo vada nella direzione giusta nè dello sviluppo futuro della città, nè del rispetto dovuto al nostro territorio, provato fortemente sul versante del risparmio e dal quale, non va dimenticato, Bper ha acquistato un istituto, come era la Cassa di Risparmio di Ferrara che rappresentava, al netto delle vicende economiche, un patrimonio storico di grande valore sociale per la città”.

In sostanza, “non riteniamo adeguato il trattamento che Bper sta riservando a Ferarra e ai ferraresi, quantomeno dal punto di vista della presenza e, di conseguenza, della fornitura dei servizi allo sportello”, aggiunge il candidato.

“Non siamo e non accettiamo di essere trattati come un territorio di serie B o come una colonia sulla quale far pesare in modo troppo pesante tagli ed economie”, conclude il candidato. “Per questo chiederemo un confronto, come parte politica attiva in città, con i vertici dell’istituto per ragionare insieme sulle strategie che l’istituto intenderà attuare in futuro in un ottica di rilancio e non di penalizzazione del territorio”.

2019-03-02T14:56:36+02:001 Marzo , 2019|